Oramai,10 giorni orsono sono andato sotto i ferri, così in teoria, dopo 10 anni di zoppia, dovrei ricominciare a camminare diritto (anche se al momento devo stare con la gamba alta altrimenti il mio povero ginocchio si gonfia come un pallone). Riprendiamo comunque con il mio racconto; mi hanno fatto andare in ospedale alle 7,30. Arrivato in ospedale passa l’infermiere e mi fa:”Armati di pazienza che oggi c’è da aspettare, c’è sciopero!”
Mi guardo un po’ in giro ma non trovo dove piazzarmi, sono in ortopedia in teoria il reparto in ospedale in cui ci sono più zoppi e gente con problemi alle gambe dell’intero nosocomio, ma non c’è neanche una sedia, niente da nessuna parte… Andiamo bene… Arrivano le 10, mi mandano a cambiarmi nella stanza degli infermieri perchè non ci sono letti e mi fanno aspettare ancora. Sono li in mutande e canottiera con una specie di mantellina verde che mi copre all’incirca per un quarto, non di più (maledette taglie uniche); dopo parecchio viene un infermiere e mi dice di seguirlo. Mi portano nel corridoio della sala operatoria e mi lasciano li in piedi come un pampano. Dopo un po’ mi trovano un letto e mi portano a fare l’anestesia…
Lì la tragedia, non ce la fanno a beccare il punto giusto e continuano a punturarmi nella spina dorsale (tanto la schiena è mia e il male lo sento io a loro cosa frega). Dopo un’ora ce la fanno e io inizio a non sentire più le gambe (sensazione stranissima).
Mi portano in sala operatoria (c’è un freddo glaciale, ci saranno 10 gradi) e la situazione mi appare tragica. Son disteso sul lettino e sul soffitto c’è una specie di specchio in cui riesco a vedere la mia gamba, come nei migliori film horror in cui il malcapitato di turno e sul letto del killer che ha messo uno specchio in maniera che il disgraziato veda le tremende torture a cui è sottoposto.
L’operazione inizia…
Io inizio a vedere attorno a me una luce, si sta da favola, c’è quiete, sembra di galleggiare, si sente come un cinguettio di passerotti che rasserena l’ambiente, una voce profonda e calma mi dice “Non avere paura…! Vieni…! Vieni qui…! Qui si sta bene!!!”
Un’altra voce però dall’altra parte mi dice di restare, di rimanere che il mio tempo non è ancora giunto, che devo fare ancora grandi cose; ma io questa voce la conosco, è si che la conosco, ma è SILVIO. “Silvio arrivo!!!“. La luce svanisce e attorno a me riappaiono i dottori… Sono ritornato nel mondo devi vivi.
Grazie SILVIO
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Pessimismo..
un post che iniziava in modo promettente terminato in modo scontato e prevedibile..
Eh, caro Gulfio si vede che non hai proprio nulla di tuo da dire se devi sempre tirare in ballo il berlusca.
Peccato, una buona occasione sprecata..
Io a causa delle taglie uniche ho sempre il problema contario…sembra che indossi dei pigiami da notte ogni volta che devo indossare abiti comuni…
anche Silvio ha capito…ha fatto tutto per farti rimanere perché ha visto come si sta bene in Italia finché a governarci ci sono le sinistre e non lui…
Anzi, fra un po’ dovrai andare tu Gulfio a trovarlo in qualche clinica privata molto lussuosa, visto che a furia di tentare spallate se le è slogate entrambe.
Evviva il Gulfio, come si dice le ortighe no le more mai!!!! Ma una cosa: non ho ben capito chi era quel silvio che ti ha parlato!
ooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!
Ma sto blog si sta già spegnendo???